..Euro-Dance
Il termine Eurodance indica il genere musicale dance di origine europea, popolare in Europa, Oceania, Americhe (negli anni novanta) e parte dell'Asia tra il 1992 e il 1996, e talora apprezzato tuttora (2007).
Tipico dunque della prima metà degli anni novanta, si sviluppò a partire dall'eurodisco degli anni ottanta. Tra il 1993 e il 1995 il genere nella sua forma originaria divenne un fenomeno di massa, diversificandosi e venendo mixato con altri generi elettronici portando alla nascita di contaminazioni ed evoluzioni che arrivano fino a oggi.
L'eurodance è strettamente legata all'europop e all'eurorap. Essi condividono un analogo livello di popolarità, e tutti sono rappresentati principalmente da produzioni e artisti, e da un bacino di pubblico, dell'Europa occidentale e della Scandinavia.
Questo gruppo di generi musicali tra loro relati può spesso venire definito collettivamente con la forma abbreviata "euro".
I paesi in cui l'eurodance ebbe origine comprendono Germania, Svezia, Norvegia, Finlandia, Danimarca, Italia, Paesi Bassi, Belgio. Alcuni paesi dell'Europa centro-orientale, come Romania, Ungheria, Croazia, Polonia, Russia, sono poi emersi anche essi nella scena musicale eurodance.
Storia
Le origini
Derivata dall'eurodisco degli anni ottanta, l'eurodance ebbe delineate le sue linee generali nei primi anni novanta, tramite produzioni prevalentemente di stampo rap, di progetti come 2 Unlimited, Dr. Alban, Masterboy, Basic Element, Fun Factory, Mr. President, Snap, i primi a stabilizzare la combinazione parte melodica femminile - rap maschile, come stilema tipico.
Lo stile "classico" - caratteristiche generali
Lo stile "classico" si è poi diversificato, con produzioni che possono ricadere in rap, trance, techno, house.
La forma originaria comunque, come detto, è caratterizzata dalla presenza di una parte cantata da una voce femminile, alternata a una parte rappata da una voce maschile (tuttavia a volte si possono trovare anche voci femminili soliste, oppure voci maschili soliste e impiegate anche per le parti cantate); queste ultime parti rappate presenti essenzialmente nelle canzoni degli anni ‘90, successivamnete sostiuite da parti cassa melodiche o da parti vocali che accompagnavano il ritmo.
Inoltre ha un pesante ritmo, da 110 a 150 BPM, (le hit del nuovo millenio sono prevalentemente tra i138 e 144 B.P.M.) con riffs da sintetizzatori. Praticamente tutti i brani enfatizzano le percussioni e il ritmo, ma molti sono anche molto melodici.
I testi spesso contengono riferimenti a pace e amore, a un clima di festa che si esplica con esortazione a ballare e divertirsi, oppure esprimono stati d'animo difficili, spesso dovuti all'amore, e il loro superamento.
La stragrande maggioranza dei testi è in lingua inglese, a prescindere dalla provenienza geografica dell'artista; taluni comunque realizzarono i loro brani sia in inglese che nella loro lingua madre. Le caratteristiche generali si possono dunque così riassumere:
* produzione frequentemente realizzata da grandi case discografiche. * arrangiamenti facili e concepiti per il ballo. * testi prevalentemente semplici e in inglese. * un ritmo monotono, affine al techno, in 4/4. * una melodia orecchiabile accompagnata da brevi linee di basso. * esecuzione vocale quasi sempre affidata a due voci: femminile per le parti cantate, maschile per le parti rappate. * progetti costituiti da due, massimo tre persone "visibili", oltre allo staff retrostante. * influssi musicali rintracciabili da: garage house, hip house, pop classico, disco, e in parte da electropop e electronic body music.
L'evoluzione nel corso degli anni novanta
L'"incunabolo" del genere è comunemente ritenuto essere "I can't stand it" di Twenty 4 Seven, del 1990, divenuto un grandissimo successo.
Altri pionieri del genere sono considerati i già citati Snap, con la loro hit "I've got the power" e i Mysterious Art, con "Das omen".
Fu comunque nel 1992 che il genere esplose, e nei due anni successivi divenne un fenomeno di massa, con decine di produzioni al mese, spesso situate nelle parti alte delle classifiche di vendita, e divenute "tormentoni". I brani più popolari e ricordati, i veri "classici" del genere, risalgono infatti al periodo 1993-1994.
A partire dal 1996, anche a causa della grande ondata house, nella sua particolare forma detta "progressive", o "dream", l'eurodance nella sua forma classica iniziò a perdere il favore popolare e a declinare, per estinguersi entro il 1997.
Le sue derivazioni ed evoluzioni successive portarono a nuovi sviluppi nel decennio 2000. L'eurodance è un genere di musica particolarmente commerciale. Alcuni produttori, come lo svedese Max Martin o l'italiano Larry Pignagnoli, erano dietro a decine di progetti.
Altri produttori di grande successo furono Axel Breitung e Nosie Katzmann. Nell'intrico delle migliaia di produzioni complessivamente realizzate, solamente pochi progetti durarono nel tempo oltre uno o due brani.
Diversi progetti scelsero delle frontwomen da proporre come "facce", mentre le vocalist che realmente incidevano i brani in studio erano persone diverse; le esibizioni live erano prevalentemente in playback. Il livello delle produzioni era spesso dozzinale, ma nella sterminata discografia si possono segnalare alcuni brani di un certo valore, abbastanza notevoli da aver resistito nel tempo nella memoria collettiva.
I progetti di maggior successo furono certamente il gruppo olandese 2 Unlimited, il gruppo svedese Ace Of Base (tra tutti, quello più somigliante a una "band" in senso tradizionale), i progetti italiani Cappella, Ice MC, Corona, Double You e le cantanti italiane Alexia e Spagna (passata quest'ultima dall'eurodisco all'eurodance), e inoltre i progetti tedeschi Snap, Captain Hollywood Project, Culture Beat, Real McCoy e La Bouche.
L'eurodance approda negli USA
In un secondo momento l'eurodance approdò negli Stati Uniti, dove nel 1995/1996 raggiunse il suo picco commerciale, con il successo radiofonico di artisti come La Bouche ("Be my lover"), Real McCoy ("Another night" e "Runaway"), 2 Unlimited ("Get ready for this") e Corona ("The rhythm of the night"), tra gli altri. Il successo delle vendite a prezzo scontato delle centinaia di serie di compilation di eurodance degli anni precedenti da parte dell'etichetta indipendente Interhit, fornì una prova ulteriore del successo dell'eurodance negli Stati Uniti.
L'evoluzione verso nuovi generi
Nei tardi anni novanta e all'inizio del decennio 2000 house e techno iniziarono a influenzare il genere formando rispettivamente la discodance e l'eurotechno. Artisti come Scooter, DJs@Work, DJ Toxic, K-System, Charly Lownoise and Mental Theo, e E-Type, iniziarono il trend che portò alla nascita di centinaia di progetti in questi nuovi sottogeneri.
Negli stessi anni anche altre correnti influenzarono l'eurodance e si mescolarono con essa, come la tribal house (progetti come Bellini o Loona).
Elementi dell'eurodance attualmente si trovano impiegati in produzioni pop o di altri generi musicali.
Da ricordiare i maggiori esponenti della eurodance sono dal 2001 in poi:cascada, pinball, pulsedriver, rocco, groove coverage, klubbingman, 89ers e altri.
L'eurodance oggi
Attualmente l'eurodance, ormai storicizzata nelle sue linee generali, è vista abitualmente come la tipica musica degli anni novanta, accanto ad altri generi come la techno. Un processo analogo dunque a quanto avvenne per gli anni ottanta, che vennero comunemente associati al synthpop.
Esistono tuttora sporadiche produzioni che rievocano le tipiche sonorità del periodo in questione. Talvolta l'eurodance viene ripresa come "revival", nel qual caso può essere definita anche "retro-dance".
Dalla fine del 2005 in poi anche i maggiori artisti eurodance cominciano a spostarsi sempre di più col tempo verso sonorità più elettroniche del momento, o comunque associando sonorità tipicamente europee a parti strumentali minimal-tech o comunque elettroniche (Jens O., Rob Mayth, Picco, Rocco, e altri)
Fonti
http://it.wikipedia.org/
Tags:
..Artisti Euro-Dance
..Altri artisti con la lettera 6
Pagine: 12 (216 rows, in 2 pages)

