Sabato
23.02.2008
ore: 22:00
Grand Sound Heroes + Ensef In Concerto
Sabato 23 febbraio 2008 GRAND SOUND HEROES Band della quale il nome è già tutto un programma. Il loro sound è un Rock con la "R" maiuscola, acido, mistico e caldo come un mezzogiorno desertico nella Death Valley. Riffs energici si intrecciano a parti melodico psichedeliche, un mix di chitarre sferzanti e impazzite come cavalli selvaggi. Nella loro musica risalta un´ottima combinazione di differenti impronte musicali mescolate tra loro, con influenze provenienti dai 60´s - 70´s alla musica dei giorni nostri. Hanno già condiviso il palco con bands internazionali di rinomato spessore come Brant Bjork & The Bros, Nebula, Alabama Thunderpussy, Firebird, Michael Davis MC5, Josiah, Dozer, Gorilla, Ojm, Small Jackets e molte altre. Nei live sembrano vendere "anima e corpo al diavolo" da quanta energia ed emozione sanno esprimere alternando tonnellate di suono a parti che "sbattono la porta in faccia" e sin dai primi concerti la band ha ottenuto risultati positivi con consenso da parte del pubblico e ottimi giudizi dagli addetti al settore. Animali da palco, si sono fatti notare oltre che musicalmente anche per i loro shows in cui il "Fire" lo si vede veramente, quando qualche amplificazione o chitarra s´incendia per mano del chitarrista, che appunto, ha un amore per il fuoco..vi dice qualcosa il nome dell´album? Have you ever seen the Fire on stage? I Grand Sound Heroes sono: vannijoe: voce pozz: chitarra scribe: basso jimmy: batteria ENSEF EnSef è un progetto musicale nato in "AreaCosmica" nel Gennaio del 2007; già a marzo la band ha l´occasione di suonare da spalla ai Cosmica in una serata all' ExtremS di Castrignano del Capo (LE). Hanno già all´attivo un demo di 4 brani, pubblicato nel giugno del 2007 a cura del MDmastering-AreaCosmica. Nell'estate del 2007 gli EnSef continuano a esibirsi da spalla ai Cosmica all´EuropaPub di Lequile (LE) e gareggiano al 5° South Cheyenne di Torricella (TA), evento organizzato dagli "Indian Bikers" di Manduria (TA), rappresentato dai FireTrails di Pino Scotto, in collaborazione con RockTv. Sempre nel 2007 gareggiano al "Birra&Sound" di Leverano (LE). Nell´ottobre 2007 invece gli EnSef partecipano al GOdownFestival, Festival stoner rock organizzato dalla Godownrecords suonando da spalla a Muffx, Small Racket e OJM. Nel novembre 2007 gli ensef registrano una seconda demo di altri 4 pezzi sempre a cura dell´MDmastering-Areacosmica. "L'attitudine musicale degli EnSef è caratterizzata da un sound ruvido, potente, d'impatto, melodico ed elegante nelle armonizzazioni, ispirato, per stile e sonorità, dallo stoner-rock californiano, con testi in inglese. Si possono, quindi, collocare nella scena musicale italiana come una stoner band in continua evoluzione". Gli enSef sono: Cristian Amati : chitarra Matteo Luparelli : batteria Alessandro Prato : basso Fabrizio Miglietta : chitarra e voce Recensioni dell'album "FUEL" dei GRAND SOUND HEROES: RUMORE (magazine) - Stefano Cerati: "Escono per l'etichetta Go Down Records anche i Grand Sound Heroes con *Fuel* con un suono più selvaggio e meno controllato. I riff sono più ruvidi e slabbrati ed anche la voce è più viscerale e famelica e sembra animata dalla sacra frenesia del punk. Il suo timbro è pastoso e seducente ed in qualche caso ricorda "Glenn Danzig". Ci sono anche dei pezzi più lenti dove si apprezza un groove psichedelico, caldo e passionale (Desert In A Drop). Ciò testimonia che non sono solo animali da autostrada, ma riescono anche a creare delle belle atmosfere. Il loro cd contiene sei pezzi molto istintivi e genuini ed è questo il modo in cui deve essere suonato il rock!" ROCK SOUND (magazine) - Armando Autieri: "Vengono dall'operoso nordest italiano ma crediamo che si troverebbero più a loro agio in mezzo alla Death Valley californiana, vista la temperatura a cui brucia la loro musica. Vedendo l'etichetta, l'ottima Go Down, specializzata in stoner, hard rock e simili, non avevamo dubbi sulla caratura di questi esordienti Grand Sound Heroes, che si nutrono dello stesso cibo di alcuni loro compagni di etichetta come Small Jackets e OJM. Hard dei seventies, qualche accenno di psichedelia e il solito amore per gentaglia come Iggy o MC5." ROXX ZONE.com: "All'interno del booklet del cd dei Grand Sound Heroes campeggia questo motto: "This album is against stupid people and if you are listening this it means you are not!". Hanno dannatamente ragione: nonostante su questo disco ci siano solo 6 tracce il risultato è un concentrato molto curato di rock allo stato puro. Chitarre vorticose e a tratti psichedelici, ritmi incalzanti, una vera sferzata di energia. Un sound potente e incendiario un po' in tutti i brani, specialmente nell'opener "Miura", "Desert In A Drop" e "C'mon Kill Me". Davvero degni del loro nome." MUSICAROMA.it - Dante "Watt" Natale: Gli "eroi del grande suono" provengono da Treviso ma a loro probabilmente sarebbe piaciuto nascere e vivere ai margini della Death Valley o nel deserto del Mojave, visto il calore che esce fuori dal disco d'esordio. E' quel quel suono viscerale, puro, impulsivo, che viene direttamente, dopo essere stato masticato e sputato, dagli anni settanta. Si, sempre loro, gli anni '70, dobbiamo di nuovo fare i conti con quel decennio. D'altronde tutto, o quasi, proviene da lì; ecco, i GHS sono anni 70 tanto quanto lo sono i The Paybacks (quando vi decidete ad ascoltarli?). Ma non parliamo di hard blues, per carità. I GSH hanno intitolato il loro disco "Fuel", lo hanno stampato per la Go Down Records, hanno messo in copertina dei distributori di benzina e, toh, hanno iniziato il disco con una sgasata di una macchina. Prevedibili no? Beh si, ma un cazzo davvero ce ne frega se dopo la sgasata troviamo ad attenderci, come un cane venuto dall'inferno, il sound indemoniato. Stoner, sempre stoner, e rock'n'roll, sempre rock'n'roll, oramai il connubio pi? solidale che conosca. Inutile che vi elenchi i riferimenti ai soliti gruppi, li conoscete e se non li conoscete sono i Kyuss e compagnia bella. Sei pezzi di una disperazione naturale, genuina, una furia che si contorce su se stessa, ecco la musica dei trevigiani. Quando il suono mette fuori il proprio sudicio muso non ce n'è per nessuno. Rimarrete incatenati davanti a "Number", assaporerete l'assenza di profumo che si ha nel deserto mentre ascoltate la drogata "Desert In A Drop", per poi accasciarvi al cinismo di "C'mon Kill Me"; spararsi "Serious In The Forest" sarà come camminare sul cratere di un vulcano, terribilmente pericoloso con quel basso che sembra il rimbombo di un cuore impaurito. Chiude "Formula", che non si riferisce alla Formula 1, ma è un bolgie stoner acido che vi farà sbattere il capoccione. Si dice che ai concerti i ragazzi amino appiccare incendi ad ampli e chitarre. Non faccio fatica a credere che sia vero. Disco da avere, subito. KRONIC.it Per il loro debutto, i GSH fanno proprio il clichè del carburante, chiaramente pericolosamente infiammabile dall`insostenibile calore del deserto che ispira il loro rovente groove. Siamo sempre negli anni `70 e questi ragazzi di Treviso omaggiano il suono acido, psichedelico e corposo del rock`n`roll di quella magica decade. Le lore energiche cavalcate non si dilungano mai troppo e richiamano apertamente un rifferama ben consolidato nella storia dell`hard rock. Il cavaliere che le guida, piuttosto che sul classico stile rauco e consunto si dimostra un buono screamer. KATHODIK.it - Vittorio Lannutti: In questa torrida estate ed in più con la solita emergenza incedi, ascoltare un cd infuocato come questo può aiutare a far abbassare la pressione, ma solo in apparenza, perché in realtà dà tantissime energie ed un notevole aiuto ad affondare queste odiose temperature. Certamente assistere ad un concerto incendiario del quartetto di eroi deve essere coinvolgente al massimo dato che sul palco il vero fuoco c'è. Questa lunga premessa dovrebbe aver fatto capire dove vanno a parare questi patiti per il rock più duro, che sia l'hard blues tirato di Number o i riferimenti alla crema dei primi anni '70 dell'hard rock britannico ( Deep Purple e Led Zeppelin), anche grazie agli acuti del cantante Vannijoe. Il loro hard incendiario spesso va a bruciare anche il deserto, lasciando il vuoto dietro di sé, con il loro proto-stoner, d'altronde i nostri eroi hanno diviso il palco con MC5, Ojm, Brant Bjork & The Bros, i Nebula e tanti altri. I sei brani in scaletta durano in totale meno di mezz'ora, ma sufficiente per scaldarvi l'anima, sempre che non l'abbiate venduta anche voi al sacro diavolo del rock'n'roll. CLASSIX (magazine) - Emanuele Tamagnini: Il Veneto si conferma incredibile rampa di lancio per una serie (numerosissima) di bands indipendenti, che tentano con alterne future di distaccarsi dalla dimensione underground, ultimi in ordine di tempo i trevigiani Grand Sound Heroes. Un possente quartetto acid stoner dalle cristalline potenzialità internazionali, che debutta a sei tracce lasciando a terra una pericolosa striscia di liquido infiammabile. Una compressione sonora che traduce al meglio l'impostazione classicamente seventies, aggiornata sotto il sole del deserto californiano, e che riporta dunque alla stagione migliore dello stoner rock. A testa in giù dalla genealogia Kyuss è un correre veloce dentro qualche Mustang sferragliante che incrocia in apertura "Miura" (Fu Manchu rulez!), la slide a sonagli di "Number", l'aria torrida di "Desert in a drop", e l'accecante "Formula" finale. "Fuel" è adrenalina, è polvere, è sudore, è l'odore forte del fuoco che brucia l'asfalto, è rock'n'roll. Cosa chiedere di più?
Inserito da : Gianmaria
Tipo: Concerti
Genere Musicale: Alternative Pop - Rock - Alternative Pop - Rock
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