Venerdì
07.03.2008
ore: 22:00
HIM Tour 2008
Him - Venus Doom: Non che Ville Valo abbia mai goduto di buona considerazione da parte del popolo metal, ma questa volta l'ha sparata proprio grossa. Probabilmente, nonostante le vendite vertiginose dell'ultimo Dark Light, il musicista finnico più amato dalle teenager (si, pure più di Tuomas Holopainen) deve essersi reso conto (o magari qualcuno gliel'ha fatto notare) degli imbarazzanti livelli di moscezza raggiunti dalla sua musica, per poi correre ai ripari delle dichiarazioni sensazionalistiche riguardo al prossimo album, il quipresente Venus Doom, descritto come "album aggressivo e influenzato da Black Sabbath e Metallica vecchia maniera". Certo, come no. E non che qualcuno ci avesse creduto veramente (almeno spero), ma la curiosità è canaglia ed eccomi dunque a parlarvi dell'ultimo nato in casa Him. Avete presente Greatest Lovesongs vol. 666 e Razorblade Romance? Ebbene, nel tentativo di tornare indietro nel tempo per recuperare una parvenza di band seria, gli Him si sono accorti che nel frattempo certi Sentenced hanno scritto pagine irraggiungibili nella storia del gothic metal finlandese e che ad alcuni emuli sparsi per i mille laghi (vedi Charon o Poisonblack) suonare questo tipo di musica riesce talmente bene che non vale la pena neanche di provarci a confrontarsi su questo stesso, saturo terreno. Che fare dunque? Rimanere felicemente con due piedi in una scarpa, è chiaro. Venus Doom presenta nove pezzi caratterizzati da robusti riff di chitarra che a discapito dell'abuso di tastiere del precedente album costruiscono un'impalcatura sonora su cui vanno ad installarsi melodie piuttosto sempliciotte e ritornelli dal gusto smaccatamente pop ammiccati e leccati alla perfezione da un Valo ormai perso nel suo ruolo di Jim Morrison versione dark. La novità è che piuttosto che concentrarsi sull'impatto e sull'efficacia di certe schitarrate che possono pur risultare piacevoli, (quasi tutti) i pezzi si dilungano inutilmente oltre i cinque minuti, presentando vertiginosi e forzatissimi rallentamenti simil-doom che non hanno alcun senso apparente se non quello di ammosciare canzoni, come ad esempio Love in Cold Blood o The Kiss Of Dawn, che pur sembrano partire col piede giusto. Inutile dire che le cose migliori si sentono quando gli Him si mettono semplicemente a fare gli Him, tirando fuori song semplici, dirette e scevre di quelle velleità metalliche che ormai sono fuori dalla portata del combo, ascoltare Dead Lovers' Lane o Bleed Well per averne conferma. Discorso a parte per le ballad: sarà che tirare in mezzo anche i My Bloody Valentine (uno dei gruppi non-metal più pesanti nella terra, e in senso buono) avrà fatto bene alla band, ma la conclusiva Cyanide Sun e la titanica Sleepwalking Past Hope riescono a catturare l'attenzione in virtù di un certo feeling morbosamente darkeggiante e melodie romanticamente dimesse. Soprattutto la seconda, nei suoi 10 minuti di durata, mantiene una buona dinamica e una varietà compositiva tale da non far premere il grilletto se per puro caso si ha una pistola appoggiata alla tempia, e credetemi, non è poco. Per questo motivo, e per il fatto di aver almeno provato a rendere il proprio sound vagamente accattivante dal punto di vista metallico, non me la sento di stroncare gli Him in questa nuova versione (ma ammetto di esser partito con cattivi propositi); diciamo che una stiracchiata sufficienza per simpatia non gliela leva nessuno, ma siamo ancora lontani dal considerare questa band veramente degna d'attenzione. Fonte: http://www.musicclub.it/musicclub/jsp/gruppi/default_one.jsp?id_gruppo=1612
Inserito da : Venustas
Tipo: Concerti
Genere Musicale: Heavy Metal - Heavy Metal
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