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Delays

postato il 18 Aprile 2006 da ethereal alle ore 16:51

Categoria: Recensioni

You See Colours
Nel momento in cui scrivo questo articolo, le televisioni musicali stanno passando il bruttissimo e pacchianissimo video di Valentine. Immagini a parte, la canzone è una delizia disco-baggy che rimanda agli Stone Roses rivisti in chiave diabetica grazie all'efebica voce di Greg Gilbert. Il singolo è l'apripista di "You See Colours", disco uscito quasi un mese fa grazie al quale i Delays stanno raccogliendo quello che meritano. Questo perché se c'è un gruppo inglese che in questi anni ha dimostrato sul campo - e non sulle pagine dell'NME - di meritare l'attenzione del pubblico, sono proprio i Delays. La loro miscela di jangle-pop, new wave e indie-rock è riuscita in quanto riverito omaggio e non plagio furbesco. Citano gli Smiths, i La's, i Cocteau Twins, i Cure senza mai scadere nella banalità, questo perché le loro canzoni godono di una forza e di una freschezza che molti più blasonati colleghi d'oltremanica si sognano. Vi ricordate i Veils? Qualche tempo fa scrissi su queste pagine di un loro penosissimo concerto in confronto al ben più talentuoso e modesto gruppo spalla. In quel momento i Veils - che grazie al cielo si sono sciolti - erano sulla bocca di tutti. E provate ad indovinare chi era il gruppo spalla? Ecco.



Detto questo però, sappiate che in "You See Colours" ci sono alcune zone d'ombre: qualche eccesso qua e là, un gusto dell'arrangiamento ricco che a volte sfocia del pomposo (il drive di This Town Religion potrebbe ricordare Mike Oldfield). Ma importa fino ad un certo punto. Per tutto il tempo in cui gira nello stereo, questo disco fa cantare e battere il piede. Intrappola nel suo flusso melodico e chiede di essere suonato un'altra volta. Ed è irresistibile. Ed è fantastico. Nel magma di noiosa monotonia dell'Inghilterra di questo primo decennio di millennio, una ventata d'aria fresca, un pop senza doppi-fini, un'ode a tutto quello che si può amare da una canzone. Un disco in cui tutti possono trovare dei momenti da privilegiare. Io parteggio per "You And Me" and "Out Of Nowhere". Ma nel complesso qui non si butta via niente.




Etichetta Discografica
Rough Trade

Distribuzione
Self

Anno di pubblicazione
2006

Genere
indie pop

Durata
40.00

Track List
1. You And Me

2. Valentine

3. This Town Religion

4. Sink Like A Stone

5. Too Much In Your Life

6. Winter's Memory Of Summer

7. Given Time

8. Hideaway

9. Lillian

10. Out Of Nowhere

11. Waste Of Space

Voto
7/8

Siti di riferimento
www.roughtraderecords.com

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