PUSA: da dieci anni patroni (e padroni) del rock che diverte
postato il 14 Settembre 2005 da Daria Franceschi alle ore 08:47
Categoria: Recensioni Concerti
Sono una band curiosa, un po? pazzoide, che fa divertire e che si diverte. Se chiedete loro perché, nel lontano 1993, decisero di chiamarsi The Presidents of the United States of America non vi parleranno di questioni politiche (anche se sulla copertina della prima versione del loro disco omonimo, uscita sotto etichetta PopLlama, si mostravano sorridenti insieme a Bill Clinton), ma vi risponderanno semplicemente che era il nome più lungo che fossero riusciti a pensare e che allo stesso tempo sembrasse suonare bene. E magari ci faranno su una risata, in perfetto stile PUSA (come si preferisce spesso chiamarli per questioni ovvie).
A prima vista un po? sopra le righe, i PUSA rappresentano una delle realtà più divertenti ed originali dell?ultimo decennio. Già la stessa formazione, composta da Chris Ballew alla voce e basitar (un basso a due corde), Dave Dederer ai cori e guitbass (una chitarra a tre corde) e Jason Finn alla batteria, incuriosisce se non altro per l?originalità degli strumenti utilizzati. Se poi si ascoltano anche i testi, al limite tra il demenziale, il fantastico ed il comico, non si può che rimanere colpiti da questi tre ragazzi (oggi a dire il vero un po? cresciutelli) di Seattle.
E probabilmente il fatto che Ballew, autore della maggior parte dei testi, scriva di pesche, gatti, principesse indiane e compagnia bella, è stato anche una sorta di reazione alle atmosfere cupe e autodistruttive del grunge che, proprio a Seattle, aveva trovato terreno fertile con i Nirvana nei primi anni 90.
Infatti i PUSA si fecero notare nel panorama musicale internazionale proprio in quegli anni e risale al 1995 il loro primo disco omonimo - The Presidents of the United States of America (1995, Columbia Records) - che scalò le classifiche americane ma anche europee grazie all?immediatezza e alla semplicità melodica di singoli come Lump e Peaches, accompagnati da bei videoclip allora banditi da MTV. L?unione del rock distorto a melodie accattivanti, orecchiabili e scanzonate fece sì che questo debut album fosse venduto in più di quattro milioni di copie, facendo girare un po? in tutto il mondo il nome della band americana.
Dopo un tour mondiale i PUSA incisero un ottimo secondo album, II (1996), con la produzione di Jerry Finn, animato da buone canzoni, ancora volutamente giocose, come Lunatic to love, Volcano e Froggie e capitanato dal singolo Mach 5, vero pezzo forte del disco.
All?apice del successo, però, i PUSA annunciarono a sorpresa il loro scioglimento, nel gennaio 1998, fatto che fu una specie di fulmine a ciel sereno per tutti i loro fan.
Nello stesso anno i tre si presentarono con una raccolta di b-sides e di pezzi live, oltre alla cover di Video killed the radio stars che la band aveva proposto dal vivo sin dagli esordi, confezionando Pure frosting (1998, Columbia), una specie di album postumo. Se fino ad ora il nome PUSA non vi aveva detto nulla, di sicuro vi ricorderete della cover dei Buggles, riproposta dai Presidents in chiave più rock rispetto alla versione originale dalle sonorità tipicamente anni 80, che fu uno degli estratti a maggiore frequenza di rotazione radio del disco.
La separazione durò un paio di anni, in cui tuttavia i tre continuarono a suonare insieme portando avanti anche progetti paralleli (se di parallelo si può parlare, dal momento che ufficialmente i PUSA non esistevano più).
Poi ecco arrivare la pubblicazione di un nuovo disco, Freaked out and small (2000, Musicblitz) che mostrò la band, ora sotto il nome accorciato di Presidents, in forma perfetta, piena dell?energia e dell?ironia degli esordi, con i singoli Jupiter e Tiny explosions che ottennero un buon riscontro di programmazione da parte di radio e tv musicali senza tuttavia suscitare lo scalpore e l?entusiasmo manifestatosi dopo l?uscita del primo disco.
E ancora, così come erano tornati, i Presidenti scomparvero di nuovo. Questa volta furono necessari quattro anni per veder venire alla luce un nuovo lavoro, Love everybody (2004), anticipato dal singolo Some postman.
Ma è sull?ultima (nonché prima) uscita discografica della band che ci concentreremo ora. Infatti i PUSA hanno fondato qualche anno fa una loro etichetta discografica, la PUSA music, e proprio sotto questa etichetta, è uscita in questo 2005 una versione speciale del loro debutto Presidents of the United States of America ? Ten year super bonus special anniversary edition. Questa edizione speciale, uscita per celebrare i dieci anni di carriera della band, include i celebri singoli Lump, Peaches e Kitty. Coloro che già possedevano il disco, però, potranno trovare interessante il fatto che nella nuova versione sono state inserite anche sei bonus tracks e le versioni demo di alcuni dei pezzi, oltre ad un dvd in cui si possono vedere i video commentati dai PUSA stessi ed altri contenuti speciali.
A distanza di così tanto tempo è sorprendente scoprire quanto ancora Lump sia fresca e attuale, di come potrebbe essere un divertente e orecchiabile pezzo indie rock dei giorni nostri.
Kitty, che al tempo uscì come secondo singolo, strappa ancora un sorriso nel momento in cui il ritmo è scandito dai miagolii prodotti dalle voci degli stessi membri della band. E ascoltando Peaches ci si interroga ancora, senza trovare risposta, su quale sia il senso del testo della canzone.
Ma sono proprio queste due delle caratteristiche che da sempre hanno contraddistinto la band: il divertimento e il nonsense.
Caratteristiche che si ritrovano anche nei sei pezzi inediti proposti, scritti successivamente rispetto agli altri, ma in linea col resto delle canzoni, pregni di un?ingenuità e di una purezza spiazzanti e uniche.
E poi c?è il rock duro di Kick out the jams, che ricorda che i Presidents of the USA, a dispetto dell?apparenza scanzonata, dell?ironia dei testi e della leggerezza delle melodie, possono davvero essere un gruppo rock, addirittura punk rock in molti frangenti, anche se di sicuro molto distante dal modus vivendi delle band che suonano questi generi.
Vi chiedete il perché di questa affermazione?
Solo un esempio: in Naked and famous, canzone che ha il titolo apparentemente più sesso, droga e rock?n?roll di tutti gli altri, Ballew canta che tutti vogliono essere come lui, nudo e famoso?
?poi, con sorpresa, si scopre che l?io narrante del pezzo è niente di meno che il Grande Puffo!
Può essere questo il testo di una band rock?
Evidentemente si. Perché i PUSA lo sono per certo, in modo raro e originale, da più di dieci anni.
Siti di riferimento www.presidentsrock.com

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