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Rossella Bottone

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Wolf Parade

postato il 28 Febbraio 2006 da dumbindub alle ore 23:08

Categoria: Interviste


A qualche mese di distanza dall?uscita di Apologies to the Queen Mary ci siamo fatti una chiacchierata con Spencer Krug, membro fondatore dell?ultimo fiore all?occhiello di casa Sub Pop, i Wolf Parade. Arrivano da Montreal, ormai conclamata Mecca del rock indipendente d?oltreoceano, e hanno più di un punto in comune con i concittadini Arcade Fire (sarà un caso che il cantante/chitarrista Dan Boeckner è stato parte anche della loro line up e che il batterista Arlen Thompson abbiamo contribuito alle registrazioni di Funeral?).

Prodotto dal Modest Mouse Isaac Brock, il loro Apologies to the Queen Mary ha contribuito a migliorare la qualità della nostra vita sul finire del 2005 e oltre. Con una certa riconoscenza ci siamo quindi confrontati con Spencer, valicando amichevolmente la sua timidezza e il suo raffreddore accidentale.





Sonorika: Cosa c?è dietro il nome Wolf Parade?

Spencer Krug:
Non molto, non significa praticamente niente (ride, ndi). È nato come uno scherzo perché c?è una band di San Diego chiamata Mice Parade con la quale abbiamo suonato una volta. Un gruppo davvero strano. Abbiamo iniziato chiamandoci Wolf Parade per prenderci in giro, e poi è diventato il nome ufficiale.



S.: Ho letto che la band è nata in brevissimo tempo perché avevi trovato una buona data per suonare e quindi in pochi giorni hai fatto in modo di mettere insieme le persone giuste.

S.K.:
Un mio amico sapeva che stavo mettendo insieme una band e mi ha chiesto di suonare. Non è stato proprio in pochi giorni, è successo in un paio di settimane.



S.: Beh, anche due settimane mi sembra un tempo parecchio breve per mettere insieme una band che funziona così bene!

S.K.:
Sì, ma sai, era per un show corto. Dovevamo suonare solo sei o sette canzoni.



S.: Siete stati altrettanto veloci con la registrazione di Apologies to the Queen Mary?

S.K.:
In tre settimane abbiamo registrato a Portland e poi abbiamo mixato a Los Angeles in un paio di giorni. Poi abbiamo fissato la dead-line con la Sub Pop e abbiamo finito il lavoro a casa. In tutto abbiamo impiegato cinque o sei settimane.



S.: Come mai avete scelto Apologies to the Queen Mary come titolo dell?album?

S.K.:
Queen Mary è il nome di un battello che si trova a Los Angeles, è più che altro un?attrazione turistica, ora è diventato una specie di hotel. Ci è capitato di suonare sul Queen Mary per un festival con un sacco di band e ci abbiamo fatto anche un party: volevamo semplicemente scusarci con il battello per questo.



S.: Come siete entrati in contatto con Isaac Brock?

S.K.:
Lui e Dan (Boekner, chitarrista-cantante dei Wolf Parade, ndi) erano insieme in una band, poi Isaac se n?è andato.



S.: È vero che è stato lui a scoprirvi e a convincere la Sub Pop a mettervi sotto contratto?

S.K.:
Sì. Se non ricordo male gli abbiamo mandato un demo per chiedergli un parere e lui al momento lavorava per la Sub Pop e ci ha scritturati.



S.: Cosa pensi del suo contributo al disco? Ha apportato idee nuove a quello che avevate in mente?

S.K.:
Mi piace molto il lavoro che ha fatto. Sicuramente ha contribuito in modo attivo ma è difficile individuare elementi precisi perché, quando si collabora, tutti sono parte del progetto e quindi c?è uno scambio continuo di idee. Ovviamente ci ha proposto la sua visione dell?album dicendoci cosa secondo lui andava fatto e cosa no, e poi ne abbiamo discusso tutti insieme, come in qualsiasi relazione.



S.: Come mai tre tracce (We Built Another World, Fancy Claps, Shine a Light) non sono state prodotte da lui?

S.K.:
Non eravamo soddisfatti del modo in cui avevamo suonato quelle canzoni quando le avevamo registrate con Isaac a Portland. Le abbiamo remixate varie volte e alla fine abbiamo capito che dovevamo risuonarle, perché era quello che non andava. Quindi ci siamo presi un paio di settimane per tornare in studio e improvvisare un po? per ?ricostruirle? prima di inciderle di nuovo da soli.



S.: Tra tutte le canzoni del disco la mia preferita è I?ll Believe in Anything, chi l?ha scritta?

S.K.:
L?ho scritta io. Generalmente io canto le canzoni delle quali ho scritto il testo, e Dan canta le sue. Più o meno nel disco cantiamo metà delle canzoni a testa.



S.: Cosa ti ispirato per questo testo?

S.K.:
Mi sono basato su un?esperienza personale, su una mia relazione.



S.: E cosa mi dici dell?artwork di Apologies to the Queen Mary? C?è un qualche nesso tra le illustrazioni e il significato delle canzoni contenute nel CD?

S.K.:
Credo di no. L?artwork è stato curato da un nostro amico. Gli abbiamo chiesto di idearlo e l?ha fatto ovviamente dopo aver ascoltato le canzoni, ma non credo che si sia ispirato direttamente ai testi. Credo piuttosto che si sia attenuto alle sensazioni che gli sono rimaste dentro dopo l?ascolto.



S.: Per chiudere, quali sono i tuoi cinque dischi preferiti tra quelli usciti quest?anno?

S.K.:
Forse non ne ho cinque quest?anno! (ride, ndi) Vediamo?il disco degli Xiu Xiu, La Foret, quello dei Deerhoof. Poi non so, non seguo molto la scena indie-rock.



S.: Beh, vanno bene anche dischi di altro genere?

S.K.
Ok, allora il nuovo degli Animal Collective, anche se preferisco il precedente.





Leggi su Sonorika.com la recensione del concerto di Wolf Parade + We Are Scientists, 4 dicembre, Circolo degli Artisti - Roma


Data
febbraio 2006

Genere
rock

Siti di riferimento
http://www.myspace.com/wolfparade

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