Akron/Family
postato il 9 Marzo 2006 da bos9 alle ore 09:42
Categoria: Recensioni
Akron/Family A leggere il Moravia desnudo di quel grande incompreso di Sergio Saviane e a voler scrivere dell'esordio di questi quattro slacker a nome Akron/Family ci si trova in imbarazzo. Ecco uno dei motivi per i quali si scrive soltanto oggi di un album che è uscito nello scorso anno (gli altri motivi lasciamoli stare, ché sono meno nobili). Ci si trova in imbarazzo perché con un'argomentazione assolutamente irreprensibile, il Saviane mostra come l'uso di tematiche esistenziale, metafisiche, psicologiche o anche solo l'usare frasi del tipo ?l'autore è andato più in profondità? piuttosto che ?ha toccato le corde dell'anima? per un'opera artistica voglia un po' dire ammettere l'incapacità da parte di chi recensisce di andare in profondità a sua volta. Così facendo si ammettono alla tavola degli artisti anche dei semplici manovali. E chi crede che la critica musicale degli ultimi anni non abbia mai avallato carriere che sarebbe stato meglio stroncare, esibisca le prove: di braccia rubate all'agricoltura è pieno lo show-biz.
Ma come fare a non parlare del profondo senso spirituale dei brani di questo album? Sarebbe in effetti molto più grave che il recensore si autocensurasse, si costringesse a mentire al lettore per non contraddire la dotta tesi del trevigiano. Liquidata la questione ricordando che per ogni buona norma esistono sacrosante eccezioni, potrò ammettere che l'esordio della famiglia Akron è la quintessenza dell'esistenzialismo folk degli ultimi anni. Ed è bellissimo.
Le canzoni sono quasi sempre delle mini-suite che riportano nella New York dei nostri le loro radici nordeuropee (norvegesi, per la precisione). Le incursioni di pattern elettronici sulle melodie dal sapore antico, medievaleggiante, non riescono a nascondere la vera natura catartica di queste 13 anime pure. Gli otto minuti di Italy ne sono l'esempio più paradigmatico, mentre Lumen profuma di Nick Drake lontano un miglio e Shoes ci ricorda le campagne del Mid West prima della Seconda Guerra Mondiale. Le altre canzoni sono refoli di vento al sole o il cielo terso dopo l'acquazzone. Su tutte ci piace I'll Be On Water, che inizia con una chitarra che viene dall'altra stanza, quella che si è definitivamente chiusa con l'avvento della riproducibilità tecnica dell'arte. Nella stanza di qua c'è lo sciabordio della risacca a celebrare l'eterno ritorno della stessa melodia. Quella dell'uomo.
Track List 1. Before and Again
2. Suchness
3. Part of Corey
4. Italy
5. I'll Be On the Water
6. Running, Returning
7. Afford
8. Interlude: AK AK was the Boat They Sailed in On
9. Sorrow Boy
10. Shoes
11. Lumen
12. How Do I Know
13. Franny/You're Human
Durata 52:00
Genere folk
Anno di pubblicazione 2005
Distribuzione Goodfellas
Etichetta Discografica Young God Records
Voto 7,5
Siti di riferimento sito ufficiale Akron/Family

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