The emerald isle
postato il 25 Gennaio 2008 da blufiftyseven alle ore 15:31
Categoria: Varie Viaggi e Turismo
Al primo impatto guardando dall'alto le casette allineate alla periferia di Dublino ho creduto di essere tornata in un posto già visitato qualche anno prima. Poco dopo l'atterraggio mentre procedevo verso sud sulla rental car mi accorsi che era ben diverso. Dissi al mio compagno di viaggio: "benvenuto nell'isola dove il cielo ti rincorre". Si cade sempre nell'errore di paragonare ogni cosa dimenticandoci spesso che niente è uguale e ogni posto è unico come uniche sono le persone nel quale vivono. In un'atmosfera del tutto diversa, tra storie raccontate nei fumosi pub mentre si sorseggiava guinness. Nell'inebriante brezza dell'oceano respirata sulle altissime scogliere, dove i gabbiani planavano leggeri sotto ai nostri occhi, bassi fino a sfiorare le atlantiche onde, abbiamo passato le nostre giornate. La musica e la vivacità dei suonatori nel pub di Doolin hanno rallegrato le nostre serate. Da nord a sud, da est ad ovest ogni angolo ci ha suscitato indescrivibili emozioni che neanche la fotografia riuscirà mai a svelare. Comunicando con il mio inglese scalcinato mi consola poi il fatto di venire a conoscenza che, anche i romani dell'ex- impero confusero quest'isola smeraldina con la più fredda e severa Islanda; e quando sono approdata in queste desolate lande, il cielo era così bianco che per un momento ho pensato di essere davvero in paradiso. Era giugno e la Madre Terra si stava risvegliando piano piano dal torpore del lunghissimo inverno. Tra ciuffi di erba secca s'intravedeva il verde chiaro della nuova vita e i suoni che giungevano a me sembravano filtrati dall'ovatta. Faccia di giaccio e cuore di fuoco. Il sole all'orizzonte respingeva la notte scatenando giochi di luce. Dalla nebbia che si diradava nei fiordi, si alzavano le danze degli archi colorati che si perdevano nel blu, là dove dormivano ancora le fate.
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