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BUON SAN VALENTINO O DEL FALLIMENTO DELLA PORNOGRAFIA

postato il 14 Febbraio 2008 da Luc alle ore 11:06

Categoria: Varie

La questione è tutta nel passaggio dall'immagine del mondo alla costruzione del mondo come immagine. La pornografia rende visibile l'atto sessuale. E lo rende visibile attraverso la macchina da presa. La pornografia è cioè sesso di regia. Dunque eterodiretto. Perciò l'atto che più di tutti basta a sé stesso viene fatto bastare a chi lo guarda. Gli attori si impratichiscono nella prontezza all'atto predisponendosi al sesso more geometrico. Il copione orale diviene copione sessuale. Con un vantaggio in più: la parte è sempre la stessa. Tutto ciò implica perdita del nascondimento, dell'autonomia - cioè della spontaneità - e del sentire come intraneo all'atto. La sensualità muore nelle luci e nei corpi falsamente flessuosi. La sostanza è perduta e la reiterazione dell'immagine diventa presto immagine della reiterazione: meccanicismo noioso da culinaria avanzata. La sua è l'immagine delle profondità mitico-orgiastiche private del senso. La totemica non era certo un fatto dimensionale. Aveva senso in quanto rito e in quanto im-posizione dell' immagine mitica. La pornografia cancella tutto questo e vende il mito come un che di fruibile e a portata di mano in quanto visibile. Ma proprio in quanto visibile il mito perde il suo carattere allegorico quindi sé stesso e venduto non può essere acquistato per cui vendendo icone e stereotipi della potenza sessuale e della procacità, la pornografia riesce nell'impresa di vendere il nulla. - Profano, s'intende. Ma allora perché il mercato pornografico cresce senza posa? L'abbiamo detto. La pornografia fruga nelle profondità ancestrali del sesso e ne tira fuori immagini alla portata di tutti. E ricercando l'impressione visiva - più ancora di quella sonora - pone l'abnorme come regola e l'assenza di contatto - l'atto ripreso non lo esige affatto - come i capisaldi di un'attesa eiaculatoria che eccita attraverso l'occhio. Quanto grande sia la riuscita della trovata pornografica è confermato non solo dall'incredibile espansione del mercato pornografico mondiale ma dall'aumento dei complessi e delle perplessità maschili nei confronti delle misure del proprio membro - circostanza che viene saggiamente sfruttata dal mondo femminile in cerca di periodici riscatti. Tuttavia il disvelamento dell'immagine pornografica rivela la sua intima natura di fandonia carnascialesca che regolarizzando l'abnorme lo priva della sua abnormità e proponendo una sensualità posticcia da chirurgia plastica toglie al pornografico anche l'ultimo residuo della sensualità che non ha mai posseduto. La morte del mito, nel mito superoministico che propone, riduce il gioco a scherzo, la bellezza in ciancia depilatoria, la dote sessuale, già di per sé d'importanza relativa, a fenomeno da baraccone. La pornografia - del porno greco non ci si può qui occupare - inscrive il suo successo nella vita differita che il mondo contemporaneo con arte sopraffina presenta come attualità disponibile. Il divertissement di una sera goliardica diviene il manifesto della nevrosi a sfondo sessuale e l'innocuità della pornografia acquista spessore grazie alla trasvalutazione prosaica del valore contemporaneo che non ha più immagini del mondo ma solo un mondo come immagine.

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