I Non voglio che Clara sono un gruppo bellunese.
Storia
Il nome del gruppo, come spiegano gli stessi componenti, significa “voglio Clara e nessun'altra", in una sorta di autodeterminazione che lascia ormai poco spazio al sentimento, in favore di un desiderio carnale ossessivo. «Nella nostra musica c’è tutto del nostro nome: la componente femminile, l'esclusività , la negazione e la volontà ». Era però inizialmente una frase ("Non voglio che clara si sposi") tratta dal noir "La prosivendola" di Daniel Pennac, poi eliso.Cresciuti tra le montagne bellunesi, tra Feltre, Trichiana e Belluno, dopo la solita trafila dei dischi autoprodotti, nel 2004 arrivano a pubblicare il loro primo album ufficiale, Hotel Tivoli. Un disco di musica leggera sofisticata, che viene recensito molto positivamente dalla critica di settore. Tra i sette pezzi del disco (23 minuti in tutto), anche una cover de "L'ultima occasione" di Mina.Al rock e all'elettronica che monopolizzano la musica contempora