Biografia Bob Dylan 




È conosciuto anche attraverso altri pseudonimiIl nome legale di Bob Dylan è, dall'agosto 1962, quello di Robert Dylan; i principali alias con cui è conosciuto in carriera sono: Elston Gunnn (adolescenziale); Bob Dillon (secondo alcuni biografi uno dei suoi primi pseudonimi, ricavato dal personaggio di Marshal Matt Dillon del film Gunsmoke); Blind Boy Grunt (accreditato su alcuni album); Bob Landy (idem); Tedham Porterhouse (idem); Robert Milkwood Thomas; Lucky Wilbury (come componente dei Traveling Wilburys); Boo Wilbury (idem); Jack Frost (produttore dell'album Love and Theft e co-produttore degli album Under the Red Sky e Time Out of Mind); Sergei Petrov (co-sceneggiatore del film Masked & Anonymous); Justin Case (usato occasionalmente nei tour dal 1980 al 1990); Elmer Johnson (usato al Mississippi River Festival di Edwardsville, il 14 settembre 1969, come guest star insieme al gruppo The Band) e ha all'attivo una carriera pluridecennale iniziata nei primi anni sessanta.

Considerato il naturale erede di Woody Guthrie, ha scritto innumerevoli canzoni e ballate molte delle quali entrate a far parte dell'immaginario collettivo di più generazioni (Blowin' in the Wind, My Back Pages, Chimes of Freedom, Song to Woody, Desolation Row o Mr Tambourine Man, per citarne solo alcune).

Ha sempre rifiutato ogni tipo di etichetta che per lui è stata coniata, ma per molti suoi ammiratori è stato a lungo un paladino dei reietti e dei diseredati; per altri - e per la critica ufficiale e underground - semplicemente una rockstar.

thumb|left|150px|Novembre 1963, concerto alla St. Lawrence UniversityDylan - che nel 2004 ha dato alle stampe la prima parte della sua trilogia autobiografica: Chronicles - Volume 1 - è anche attore, regista cinematografico e autore di colonne sonore.

Secondo la prestigiosa rivista musicale Rolling Stone - che ha chiamato a giudicarle centosettantadue fra rockstar, produttori e critici discografici - la sua canzone Like A Rolling Stone è la migliore fra le principali 500 di tutti i tempi.

Un musical dal titolo The Times They Are A-Changin', centrato sulle sue canzoni, è stato ideato da Twyla Tharp e messo in scena a Broadway ad ottobre 2006. Notizie stampa sul musical di Twyla Sharp con canzoni di Bob Dylan.

A ottobre 2007 la Sony ha pubblicato un cofanetto - riassuntivo del repertorio di Dylan e articolato su tre dischi - dal titolo Dylan, sorta di summa della sua produzione discografica:Fonte: University.it.

Nel medesimo periodo è stato immesso nel circuito cinematografico un film - I'm Not There (in Italia Io non sono qui) - che ripercorre essenzialmente le prime tappe della sua carriera, dalle prime esperienze da hobo, agli esordi nei folk club newyorchesi e alle tournéè in Europa. La colonna sonora del film - dal titolo omonimo I'm Not There - contiene oltre una trentina di cover delle più conosciute canzoni di Dylan interpretate per l'occasione da diversi artisti pop, fra cui il brano che dà il titolo al film e al disco, mai pubblicato precedentemente almeno in maniera ufficiale dalla casa discografica di Dylan.

Star del rock, paladino della protesta

Dal 1988 il suo nome è inserito nella Rock and Roll Hall of Fame. Time Magazine lo ha incluso fra le cento persone che più hanno influenzato il XX secolo. Considerato una delle stelle maggiori nel firmamento della pop music, per molti critici ed appassionati è un poeta tout court. Ha detto di sé:

Ha destato scalpore nei primi anni duemila la sua partecipazione ad uno spot pubblicitario, vista come una contraddizione rispetto alla sua posizione verso il sistema. Ma durante la sua carriera non ha mancato spesso di spiazzare tanto gli estimatori quanto i detrattori, magari solo innovando - con repentine ed improvvise inversioni di rotta - sia lo stile musicale sia le tematiche dei versi.

Accadde una prima volta nel cambio di decennio fra gli anni sessanta e anni Settanta quando un suo album doppio - intitolato in senso autoironico Selfportrait (Autoritratto), privo praticamente di sue composizioni - si limitava a contenere classici del repertorio traditional. Probabilmente si trattava di uno dei tanti messaggi cifrati che avrebbe poi reiterato nel corso degli anni successivi ai suoi fan: non sarebbe stato il portavoce di alcuno, eccetto che di se stesso.

Biografia

thumb|right|350px|Bob Dylan in concerto

"Chronicles"

Alla fine del 2004, dopo un lungo silenzio, Dylan ha dato alle stampe (in ottobre sul mercato statunitense, a gennaio 2005 su quello europeo) il primo volume della sua trilogia autobiografica, "Chronicles - Volume 1". In esso, racconta in prima persona del suo arrivo a New York da Minneapolis nel pieno dell'inverno del 1961, dopo un viaggio in autostop a bordo di una Impala del '57 durato un giorno ed una notte attraverso il middle-west innevato.

Lo scopo del viaggio era quello di conoscere i cantanti blues e folk in voga a quel tempo (fra gli altri, Sonny Terry, Dave von Ronk, i New Lost City Ramblers ed il reverendo Gary Davis) ma soprattutto conoscere il suo idolo Woody Guthrie.

Più precisamente, nella Grande mela Dylan avrebbe tracciato il suo destino, approdando - sconosciuto ma pieno di aspettative, con la mente tesa come una trappola e con la consapevolezza di non aver bisogno dell'approvazione di alcuno - al Café Wha?, al Greenwich Village.

Più giovane che ieri

Dalla nativa città di Duluth (Minnesota), Dylan si era trasferito ancora giovanissimo insieme alla famiglia nel vicino centro metallurgico di Hibbing, in pieno Iron Range minerario; qui poté avvicinarsi allo studio della chitarra, dell'armonica e del pianoforte fondando un suo piccolo gruppo d'esordio, i Golden Chords.L'esordio discografico - dopo il passaggio nella vicina Minneapolis e dopo l'arrivo a New York e i primi spettacoli nei café del Village (il debutto sul palco avvenne l'11 aprile 1961) - giunse nel '62 con un album che porta semplicemente il suo nome.

Si trattava di un album, prodotto dalla Columbia (l'importante casa discografica diretta da John Hammond per la quale inciderà nell'intera carriera, tranne poche eccezioni), ideale per un debuttante, ricco com'era di cover di motivi tradizionali sullo stile talkin' blues del celebre hobo Woody Guthrie.

Dal successivo long playing (Freewheelin' Bob Dylan del 1963, nella cui foto in copertina appare al fianco della sua fidanzata dell'epoca Suze Rotolo), i suoi dischi conterranno - con poche eccezioni - solo canzoni da lui scritte.Nel 1964 - a ventitré anni di età - è in grado di avvertire che i tempi stanno cambiando (e lo dice nell'album The Times They Are A-Changin', che contiene anche una sorta di visionaria autobiografia in versi, 4 Outlined Epitaphs) e di presentare unaltra parte di sé stesso (in Another Side of Bob Dylan); quest'album serve a Dylan per raccontare sue pagine passate e affermare di sentirsi più giovane che ieri (My Back Pages).

Come per lellepì precedente, anche nell'album Another Side of Bob Dylan vengono inseriti dei testi poetici non musicati (Some other kinds of songs ..., Alcuni altri tipi di canzoni ...). Anche in questo caso, tali testi - di notevole valore letterario a detta dei critici - sono considerati alla stregua di un vero e proprio testo poetico.

Vastissima è diventata da allora la discografia di Bob Dylan, ricca anche di incisioni pirata che in alcuni casi, nel tempo, hanno raggiunto un qualche carattere di ufficialità essendo stati recuperati dalla sua stessa casa discografica.

Sodalizi artistici e sentimentali

Gli inizi di carriera del cantante di Duluth vedono crescere rapidamente il fenomeno Dylan, inteso come punto di riferimento per i nascenti movimenti giovanili; ma l'artista stesso smorza gli entusiasmi, poiché molto spesso manda a dire in versi, tra l'ironico ed il profetico - You don't need a weather man / To know which way the wind blows, non hai bisogno di un meteorologo per sapere dove spira il vento (Subterranean Homesick Blues).

Questa fase di carriera, ancora fresca ma piena di significati (anche politici, se si considera l'impegno di Dylan nelle lotte per i diritti civili, anche a fianco di Joan Baez) è ben documentata nel film Don't Look Back, girato in bianco e nero nel corso della tournée nel Regno Unito del 1965. Il film venne prodotto solo un paio di anni dopo dal suo manager Albert Grossman e per lungo tempo non ha avuto una circolazione commerciale.

La pellicola è importante perché illustra bene - in maniera quasi didascalica tra prove, estratti da concerti ed intervista ai media - il nuovo personaggio Dylan (attorniato da una corte di manager, tecnici del suono e delle luci, colleghi musicisti già pronti a venerarlo), e perché lascia intravvedere la fine del suo rapporto sentimentale con Joan Baez, rapporto del quale - sebbene non fosse mai stato ufficializzato - erano a conoscenza gli amici e l'intero entourage della coppia.

Emarginata artisticamente (ben poco spazio le venne lasciato nei set dei concerti attraverso il Regno Unito), la Baez si trovò, al ritorno dalla tournée, "scaricata" anche dal punto di vista affettivo dal cantante. Circa un decennio dopo - intorno al 1975 - i rapporti tra i due verranno riallacciati e il sodalizio artistico (ma secondo alcuni anche quello sentimentale) con Joan Baez riprenderà con vigore in occasione del fortunato tour della Rolling Thunder Revue.

Tornando alla metà degli anni sessanta, va detto che quel periodo segna per Bob Dylan anche un periodo di forte maturazione, grazie alla conoscenza e alla frequentazione - avvenute appunto durante il tour inglese - con i componenti del gruppo dei Beatles e con cantanti allora molto in voga, fra i quali l'altro menestrello scozzese Donovan. E a quegli anni risale anche la collaborazione con il gruppo californiano The Byrds, considerati la risposta americana al fenomeno inglese dei Beatles, cui Dylan farà interpretare molte delle sue celebri ballate.

In Italia molti cantautori si ispirarono alla sua musica e ai suoi versi: Francesco De Gregori ne è uno dei più noti esempi. Bisogna anche ricordare le celebri versioni di Romance in Durango (divenuta "Avventura a Durango") e Desolation Row ("Via della povertà") tradotte e cantate da Fabrizio De André. Anche i Nomadi presero il buon esempio e rifecero in italiano "I Want You" che diventò "Ti Voglio".

Neverending tour

260px|thumb|right|Bob Dylan e Baez alla marcia per i diritti civili nel 1963]In tempi recenti, guarito da una grave malattia (istoplasmosi), ha cantato (settembre 1997), al congresso eucaristico di Bologna, davanti a Papa Giovanni Paolo IIApprofondimento: Maggiesfarm.it.. Dopo una fugace apparizione ad inizio carriera al Folk Studio di Roma, numerose sono state in anni recenti le tappe italiane di quello che viene definito il Neverending tour, il "tour senza fine".

I "fratelli" Wilburys

Questo continuo peregrinare sui palcoscenici di tutto il mondo non gli ha impedito - specie a cavallo degli Anni Ottanta - di dare vita a collaborazioni discografiche estemporanee, quasi una sorta di divertissment: assieme agli scanzonati colleghi dei Traveling Wilburys (Jeff Lynn, Roy Orbison, George Harrison e Tom Petty) - cui si aggiungevano in occasione di performance dal vivo anche cantanti come Eric Clapton e Neil Young (memorabile una versione del gruppo della canzone My Back Pages) - ha ridato lustro al country-rock.


Dylan, il cinema e il suo privato

La carriera cinematografica di Bob Dylan (la cui vita è stata raccontata in molteplici biografie, autorizzate e non) annovera - oltre al già citato Don't Look Back e ai film Renaldo e Clara (sulla fortunata tournée anni Settanta della Rolling Thunder Revue), e Hearts of Fire - una partecipazione, anche attraverso la colonna sonora, al film Pat Garrett & Billy the Kid di Sam Peckinpah). In tempi recenti ha girato un nuovo film, Masked and Anonymous.

Il 26 novembre del 1976 partecipa al concerto "The Last Waltz", ultimo spettacolo dal vivo della sua band d'elezione, The Band. Il concerto viene filmato da Martin Scorsese.

Sempre in campo cinematografico Dylan ha ricevuto nel 2000 un Oscar per la migliore canzone (Things have changed) nel film The Wonder Boys".

Poco si sa della vita privata di Bob Dylan sebbene su di lui siano stati scritti interi volumi, saggi e tesi di laurea.

Jesse e Jakob, i figli avuti dalla moglie Sara Lownds, sposata in gioventù e da cui ha divorziato a fine Anni '70, sulle orme del padre sono avviati alla carriera artistica: il primo come regista cinematografico (American Pie - Il matrimonio), l'altro come musicista e leader del complesso degli Wallflowers.

Nel 2007 Todd Haynes ha realizzato un film biografico sulla sua vita intitolato Io non sono qui, in cui Dylan viene intrepretato da ben sei attori diversi.

Riconoscimenti

Fra i molti riconoscimenti che gli sono stati attribuiti vi è il Grammy Award del 1998 per la canzone Cold Iron Bounds, mentre - sempre nel '98 - l'album Time Out of Mind ha vinto il premio come miglior disco di musica folk per quell'anno.

In virtù della qualità dei suoi testi il nome di Bob Dylan è circolato più volte in occasione dell'assegnazione dei Premi Nobel.

Discografia

La discografia di Bob Dylan - articolata in un arco di carriera di oltre quarant'anni - consta di innumerevoli titoli che includono anche incisioni effettuate su vinile e quindi rimasterizzate su CD.

Ciò è dovuto sia alla prolificità dell'autore sia anche alla realizzazione, con il passare del tempo, di numerosi bootleg, ovvero incisioni pirata di registrazioni di concerti ed edizioni non ufficiali (alcune delle quali peraltro successivamente pubblicate dalla stessa casa discografica del cantante).

Queste produzioni - il cui elenco è facilmente rintracciabile su numerosi siti internet - hanno trovato facile diffusione attraverso lo scambio peer-to-peer di file musicali in formato mp3.

Una particolare nota meritano le copertine degli album, diventate nel tempo spesso oggetto di culto per la loro originalità e forza del messaggio visivo e per le spesso ricche note di copertina con testi poetici del cantante o note di noti critici musicali (l'immagine dell'album Self Portrait, per inciso, è dovuta ad un disegno dello stesso Dylan).

Ecco di seguito la discografia ufficiale di Bob Dylan (in corsivo sono indicati gli album doppi, le colonne sonore, le registrazioni live e i greatest hits; fra parentesi è riportata la data di pubblicazione dell'album):
  • Bob Dylan (1962)
  • The Freewheelin' Bob Dylan (1963)
  • The Times They Are A-Changin' (1964)
  • Another Side of Bob Dylan (1964)
  • Bringing It All Back Home (1965)
  • Highway 61 Revisited (1965)
  • Blonde on Blonde (1966)
  • Bob Dylan's Greatest Hits (1967)
  • John Wesley Harding (1967)
  • Nashville Skyline (1969)
  • Self Portrait (1970)
  • New Morning (1970)
  • Bob Dylan's Greatest Hits, Vol. 2 (1971)
  • Pat Garrett and Billy the Kid (1973, colonna sonora dell'omonimo film)
  • Dylan (1973)
  • Planet Waves (1974)
  • Before the Flood (1974)
  • Blood on the Tracks (1975)
  • The Basement Tapes (1975)
  • Desire (1976)
  • Hard Rain (1976)
  • Street Legal (1978)
  • At Budokan (1979)
  • Slow Train Coming (1979)
  • Saved (1980)
  • Shot of Love (1981)
  • Infidels (1983)
  • Real Live (1984)
  • Empire Burlesque (1985)
  • Biograph (1985)
  • Knocked Out Loaded (1986)
  • Dylan & the Dead (1988)
  • Down in the Groove (1988)
  • Oh Mercy (1989)
  • Under the Red Sky (1990)
  • The Bootleg Series Volumes 1-3 (1991)
  • Good as I Been to You (1992)
  • The 30th Anniversary Concert Celebration (1993)
  • World Gone Wrong (1993)
  • Bob Dylan's Greatest Hits, Vol. 3 (1994)
  • MTV Unplugged (1995)
  • Time Out Of Mind (1997)
  • Live 1966 (1998)
  • The Essential Bob Dylan (2000)
  • Love and Theft (2001)
  • Live 1975 (2002)
  • Masked and Anonymous (2003)
  • Live 1964 (2003)
  • No direction Home (2005)
  • Live At Gaslight 1962 (2005)
  • Live At Carnegie Hall 1963 (2005)
  • No Direction Home - The Bootleg series Vol. VII (2005)
  • Modern Times (2006)
  • Dylan (2007)
  • I'm Not There (album tribute in due CD: Dylan è presente con una registrazione del brano che dà il titolo all'album doppio effettuata negli anni sessanta con The Band)


Filmografia

  • The Madhouse On Castle Street (1963) - film tv
  • Newport Folk Festival (1965)
  • D. A. Pennebaker: Don't Look BackIl titolo esatto del film-documentario, ancorché scritto nella sua originalità in maniera errata rispetto alla lingua inglese, è Dont Look Back (1965)
  • Concert for Bangladesh (1971)
  • Bob Dylan and Howard Alk: Eat the Document (1972)
  • Pat Garrett & Billy the Kid (Pat Garrett and Billy the Kid) (1973)
  • The Last Waltz di Martin Scorsese (1976)
  • Hard Rain (1976) - Film TV
  • Bob Dylan: Renaldo e Clara (1978)
  • Richard Marquand: Hearts of Fire (1987)
  • Ore contate (Catchfire) (1990)
  • Hurricane (La storia di Rubin "Hurricane" Carter)
  • Paradise Cove (1999)
  • Larry Charles: Masked and Anonymous (2003)
  • Martin Scorsese: No Direction Home (2005)
  • Todd Haynes: I'm Not There (Io non sono qui) (2007)


Bob Dylan in italiano

Le canzoni di Bob Dylan sono state spesso tradotte in italiano (Tito Schipa Jr. ha dedicato all'autore un intero album, intitolato Dylaniato); di seguito riportiamo un elenco non esaustivo delle principali cover (con l'indicazione del titolo in italiano, dell'interprete e dell'anno di pubblicazione).




Bibliografia

  • Bibliografia dettagliata
  • Numerosi i libri scritti su Bob Dylan, in particolare le biografie. Si segnala qui quella scritta dal giornalista Anthony Scaduto, ricca di particolari per quanto riguarda il primo decennio di attività del cantante, e pubblicata in Italia nel 1972 da Arcana Editrice.
  • Per il formato inusuale (a forma di long playing) è diventato quasi un oggetto da collezionismo il libro "Bob Dylan - Profeta, poeta, musicista e mito" ("The Illustrated Record"), su testo di Alan Rinzler e design di Jon Goodchild edito da Sonzogno nel 1980.
  • Per una esaustiva bibliografia si rimanda alla Maggie's Farm.
  • Bob Dylan - biografia di Howard Sounes (2001, titolo originale "Down the Highway. The Life of Bob Dylan" - 2002, Ugo Guanda Editore)
  • La voce di Bob Dylan. Una spiegazione dell'America - Alessandro Carrera (2001, Feltrinelli)
  • Chronicles - Volume 1 - Autobiografia (Simon & Schuster, Inc. 2004, Feltrinelli 2005)
  • No Direction Home - The Bob Dylan Scrapbook 1956-1966 (2005)
  • Guida completa a Bob Dylan (The Rough Guide to Bob Dylan) - Nigel Williamson, Vallardi, 2005, ISBN 88-8211-987-4
  • Bob Dylan l'ultimo cavaliere - Nicola Menicacci, Hermatena, 2005, ISBN 88-8843-722-3


Note



Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Bob Dylan
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