Biografia
Siamo nati nell'estate del 1996 all'insegna della demenzialità, del divertimento e della denuncia sociale.
Cioè: l'embrione informe e acefalo dei Ventodifronda lo si può fare risalire ad allora, prova ne sia il nome, sempre uguale da quell'anno!
Viste le premesse e i trascorsi di militanza politica (ma non partitica!) dei 5 componenti di allora e la voglia di ribellione (sentimento fortemente pregnante al tempo), il nome migliore non poteva essere che quello: vento di fronda come "vento di subbuglio", aria di contestazione…con tutto il richiamo (anche se storicamente ed ideologicamente distante) alla Fronda parlamentare francese del tempo della Rivoluzione.
Dopo pochissimo tempo e pochi accordi, iniziamo a suonare in giro per il Salento (la nostra amata terra) e nelle più grottesche circostanze per far conoscere il nostro pensiero: in quei mesi, e per i successivi due anni, musicalmente ci siamo mossi nell'ambito del folk e dello "ska facile", proponendo nei brani il suggestivo ghigno sonoro del kazoo.
Stiamo parlando di quella che oggi ci piace chiamare fase di concetto: una fase euforica e "spensierata", per niente professionale ma fattivamente espressiva e coinvolgente. Questa "epoca" è testimoniata, oltre che dai ricordi ancora vivi di tanti ragazzi delle più buffe esibizioni dal vivo, anche da una esemplare situazione di "divertimento alternativo" narrata in Come gli elefanti in Indonesia, un romanzo di Vanni Schiavone. Peccato che non siamo stati citati da Umberto Eco…
Ogni sabato una festa, ogni sabato i Ventodifronda: ad Alezio, Squinzano, Leverano…ma anche Mesagne, Erche, Manduria.
Se vi trovate in qualche alloggio universitario di Lecce è molto probabile che, frugando tra i dischi, troviate una musicassetta dalla copertina inquietante: Piove governo ladro, il più storico materiale registrato dal gruppo. A noi sembrava un capolavoro!
Gli ascolti, l'allargamento dell'organico (il desiderio di essere a questo punto finalmente retribuiti!), portano questi ragazzi di Campi Salentina a fare un po’ più sul serio e a proporsi non più e soltanto nelle Feste de l'Unità e nei posti senza nome.
Comincia l'attività nei pub, nei club e nelle piazze che ci porterà a suonare sugli stessi palchi di importanti formazioni italiane.
Il rivoluzionario ingresso di un'instabile ma presente sezione fiati, l'evoluzione musicale, l'appropriazione cosciente dello ska come musica e come cultura, la voglia di crescere.
I testi sempre più maturi dei brani vedono come protagonisti personaggi tormentati e delusi, deboli e incapaci di elaborare "vendette". Descrizioni di contesti e vicende paradossali nelle metriche frizzanti del rock-steady.
Testi inquietanti, musiche da ballo!
Questa la possiamo codificare come una ancora confusa fase di transizione, documentata fondamentalmente da uno stimolante cd-promo di 6 brani registrato nel 2000.
E' l'anno che i nostri "eroi" si videro proiettare sullo stesso palco degli Africa Unite a Copertino senza capirci molto…
I concerti non più "a valanga" come prima ma più "mirati e impegnati" ci hanno aperto strade nuove: sono state esperienze intense anche a livello di beckstage quelle di suonare con i Suoni Mudù a Martano, con i Fransiska a Siena e con Roy Pci & Aretuska all'AlterFesta di Cisternino nel luglio del 2002.
Dopo aver subito il drammatico rapimento del tastierista da parte di Roy, i Ventodifronda instaurano una sorta di gemellaggio con gli Aretuska, collaborando anche in delle belle iniziative sociali come il progetto "Puliamo il mondo 2002" coordinato da Legambiente di Tricase.
Abbiamo quindi partecipato con grande piacere alla compilation tutta italiana Italian rude boys, distribuita da Anfibio e Lambrusko Records, con il nosto brano Eleonora.
Mentre con un nostro vecchio cavallo di battaglia, Santina, abbiamo preso parte alla doppia compiletion Ska Generation distribuita dall'etichetta russa BRP Records.
Siamo onorati di essere stati considerati una "interessante realtà musicale salentina".
I nostri concerti prendevano sempre più forma dal punto di vista musicale-esecutivo, anche grazie ad importanti nuovi arrivi e alla compattezza e stabilità della tanto agognata sezione fiati!
Si è cominciato a fare un lavoro più sistematico in sala prove, nella scelta dei suoni, nell'organizzazione dei brani, negli intrecci tra linguaggi musicali. Rock steady, ska original, ska-jazz: Ska and more! è infatti l'espressione che accompagna l'attuale logo Ventodifronda.
Ed ecco che oggi ci proponiamo con una nuovissima veste, restando sempre fedeli al nome e allo spirito!
E' una voce femminile di provenienza "soul" ad interpretare alcuni dei vecchi brani e a proporne di nuovi, tra cui remakes anni '50.
Sembrano lontanissimi i giorni dei "concerti disimpegnati e devastanti" eppure…eppure i brani originali cantati sono ancora sporchi di inchiostro della penna di un certo poeta…lo stesso di una volta.
La band ora è anche molto impegnata e ricercata sui brani strumentali, in perfetta linea con i grandi nomi dello ska quando rivisita alcuni classici del jazz, ma profondamente personale e caratterizzante nel proporre i lavori propri che, senza trascurare lo spirito originario dello ska jamaicano (far ballare e divertire), ricordano l'urgenza dei problemi sociali che gli stessi titoli evocano (Libetation, Skatrain…).
Oggi la band appare disciplinata e seria. Appare.
I componenti odierni sono dislocati in più punti del Salento: Campi Salentina, Carmiano, Salice, S.Pietro Vr, Taviano, Trepuzzi, Novoli, e questo aspetto, nonostante i comprensibili problemi organizzativi, ci affascina molto!
E' la fase della maggiore età (ma se vogliamo anche della "nuova fanciullezza"!).Gli importanti aggiornamenti dell'organico, l'entusiasmo nel preparare finalmente Il disco, le infaticabili strategie promozionali, la missione di "Ska diffution", la preparazione professionale di chi ruota attorno al gruppo, sono il "leitmotiv" del 2004.
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